Carlo Bisi

Tanto modesto e schivo in vita quanto fu discreto nella sua dipartita, Bisi Carlino Giulio Cesare (così all’anagrafe di Brescello) è stato a lungo trascurato dalla critica storica e letteraria che cominciò ad occuparsi di immagine e di fumetti a partire dai primi anni ’60. Mentre agli onori della cronaca e delle prime analisi di grafica e di contenuti dei fumetti salivano perlopiù Tofano e Rubino, colleghi sulle pagine del Corriere dei Piccoli degli anni d’oro, Bisi veniva ricordato solo per la sua maschera tragicomica più celebre e riuscita, quel Sor Pampurio che ha attraversato oltre 35 anni della storia d’Italia, assorbendone gli umori, gli slanci, le sconfitte, le meschinità, i successi, in una parola le nevrosi, sia latenti che dominanti. Eppure, Bisi non era certo l’ultimo dei comprimari nel plotone dei grandi nomi che arricchirono le colonne del Corrierino dalla fine del primo conflitto mondiale fino agli anni del boom economico: oltre ai già citati Tofano e Rubino, Angoletta, Baldo, Gustavino, Mussino, Manca, Moroni Celsi, Pompei.

Per onorarne al meglio la memoria, l'Anafi, dopo aver organizzato il Convegno Un maestro dell'ironia borghese a lui dedicato e il relativo omonimo volume, ha aperto questo piccolo sito web che porta il suo nome, sperando di fare cosa gradita a quanti hanno apprezzato, nel tempo, la persona e la sua opera.

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