Biografia di Franco Caprioli

 

 

<strong>(a cura di Fulvia Caprioli)</strong>

<strong>Franco Caprioli</strong> nasce a Mompeo (RI) il 5 aprile 1912 da Gaetano Caprioli e da Maria Bonacasata.  
Dopo aver frequentato il liceo classico "Torquato Tasso" di Roma torna a Mompeo e prende lezioni private di pittura da un pittore seguace della corrente divisionista.  
Nel 1934 realizza affreschi a motivi pompeiani per l’Abbazia benedettina di Farfa (RI).  
Nel 1936 espone a Roma quadri e disegni alla galleria S.A.C.A. con risultati soddisfacenti. Poi, nel 1937, decide di intraprendere la strada del fumettista e inizia a collaborare contemporaneamente sia per <em>Argentovivo!</em>, sia per <em>Il Vittorioso</em>.   
Nel 1938 la collaborazione si estende a <em>L’Audace</em>, dove su testi di G. Luigi Bonelli disegna <em>La perla nera</em>. Franco Caprioli si afferma subito per un nuovo e personale stile grafico in cui le ombre sono rappresentate da tanti piccoli puntini e per le atmosfere esotiche delle sue storie di mare.
Dal 1939 al 1948 Caprioli collabora intensamente per diversi giornali. Infatti, per <em>Topolino</em> realizza quello che è considerato uno dei suoi capolavori: <em>L’isola Giovedì</em>, cui seguono altre storie di mare, come <em>La tigre di Sumatra, I fanti di picche e Nel mar cinese del Sud</em>.
Nel 1943 il <em>Corriere dei piccoli</em> pubblica una sua storia ambientata nell’antica Roma, <em>Nel deserto di Cartagine</em>, mentre su <em>Giramondo</em>, nel 1945, compare un altro suo racconto di mare, <em>L’isola Tabù</em>.      
Intanto, sul <em>Vittorioso</em>, tra il 1945 e il 1946, sono pubblicate le storie <em>Cuori nella tempesta e Rose fra le torri</em>. In questo periodo Caprioli lavora anche per <em>L’Ometto Pic</em> della casa editrice Capriotti con molte illustrazioni e una storia fiabesca, <em>L’incantesimo dell’Orco Barbalà</em> (1945) e, sempre per lo stesso editore, realizza le illustrazioni del libro <em>Le fiabe di una volta</em> (1947) su testi di Mimì Menicucci.
Dopo la chiusura di <em>Argentovivo!, Topolino giornale, L’Audace, Giramondo e L’Ometto Pic</em>, però, Caprioli si ritrova a lavorare solo per <em>Il Vittorioso</em> che per svariati motivi non gli permetterà di esprimersi completamente.
All’inizio degli anni Cinquanta, Caprioli, con il suo stile "a puntini" che ormai ha raggiunto la piena maturità artistica, realizza una grande quantità di storie per <em>Il Vittorioso</em>. Tra queste, tanto per citarne solo qualcuna, <em>I pescatori di perle, Aquila Maris, Hic sunt leones, Bianco stendardo, L’ancora sommersa, Dakota Jim, Una strana avventura, Edwy dell’ultima Thule e Il tesoro di Tahorai-Tiki-Tabù</em>.  
Nel 1951 l’editore Arnoldo Mondadori pubblica <em>Il mostro bianco</em> con 17 sue illustrazioni. La collaborazione di Caprioli con Mondadori proseguirà nel 1955 per l’<em>Enciclopedia dei ragazzi</em>.
Nel 1954 su <em>Il Giornalino</em> esce la storia <em>Il Papa Santo</em>, su testi di A. Durante.  
In questi primi anni Cinquanta, Caprioli, che è sempre stato appassionato di storia, di scienze e di preistoria, si mette in contatto con il paleontologo Alberto Blanc per avere da lui un parere scientifico circa la realizzazione di un libro sulla preistoria per il quale ha già disegnato molte tavole.  
Dall’inizio degli anni Sessanta, Caprioli realizza svariati disegni di carattere storico-geografico per <em>La Nuova enciclopedia illustrata dei ragazzi Armando Curcio Editore</em> e prende a collaborare saltuariamente anche con <em>Il Giornalino</em>, ma solo come illustratore, laddove spicca la serie <em>I giganti della Bibbia</em>.
Nel 1965 l’editore romano Armando Curcio pubblica il volume <em>Viaggio attraverso la preistoria</em> su testi di Mario Bianchini con le numerose illustrazioni sulle quali Caprioli ha lavorato da più di un decennio.
Intanto, le difficoltà in cui naviga <em>Il Vittorioso</em> e che porteranno di lì a poco alla chiusura stessa del giornale, spingono il disegnatore a ricercare lavoro all’estero attraverso lo studio romano di Alberto Giolitti.
Per la Francia, tramite la casa editrice Éditions Aventures et Voyages, tra il 1964 e il 1968, Caprioli realizza la serie ambientata tra le giubbe rosse del Canada: <em>La Patrouille Blanche</em>. Per l’Inghilterra, tra il 1962 e il 1970, produce molte illustrazioni e storie a fumetti, solo da poco  edite in Italia, per le testate <em>Ranger, Tiger, Lion e Look and Learn</em> della casa editrice Fleetway Publications.
Risale al 1968 l’ultima apparizione di Caprioli sul <em>Vittorioso</em>, diventato nel frattempo <em>Vitt</em>, con l’episodio <em>Come ho punito i pirati</em>, che fa parte della lunga serie intitolata <em>Con Franco Caprioli nell’avventura del mare</em> di cui diverse tavole sono ancora inedite.   
Nel 1970, dopo anni di silenzio sulla stampa italiana, Caprioli riprende il contatto con i propri lettori sulle pagine del <em>Giornalino</em> con il racconto <em>Un pugno di perle</em> su testi di Renata Gelardini, cui seguiranno storie di vario genere e ambientazione e le fortunate riduzioni a fumetti dei classici di Giulio Verne: <em>L’isola misteriosa, Un capitano di 15 anni, Michele Strogoff e I figli del Capitano Grant</em>.
Nel novembre 1972, a Lucca, viene allestita una mostra personale a lui dedicata.
Un anno dopo riceve il premio "Il Cartoonist" nel corso della terza edizione delle "Tre giornate del Fumetto" di Genova, quale miglior autore italiano.    
Franco Caprioli muore a Roma l’8 febbraio 1974.
Nel 1975 esce postumo il volume <em>Moby Dick, la balena bianca</em> edito dai Fratelli Spada, una riduzione a fumetti  del capolavoro di Melville realizzata da Caprioli in 80 tavole a colori.