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Carlo Bisi

Franco Caprioli

Assegnati a Reggio Emilia i premi Anafi 2011

Prima dell’inizio della cerimonia, il Presidente Paolo Gallinari ha presentato il volume “Un maestro dell’ironia borghese. Carlo Bisi fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo” contenente gli Atti del Convegno su Carlo Bisi che si è tenuto a Reggio lo scorso dicembre; a seguire, ecco anche la presentazione del volume “I nostri primi 40 anni. Storia dell’ANAF che diventò Anafi”, edito in occasione del 40° anniversario della fondazione dell’ANAF, che ripercorre la storia della più longeva associazione di appassionati di fumetti in Italia. Gallinari ha poi brevemente ricordato la figura di Lorenzo Guerriero, primo Presidente dell’ANAF e componente del Direttivo Anafi, purtroppo scomparso lo scorso 18 maggio a soli 68 anni, cui l’associazione ha voluto dedicare questo libro. PREMI DI REFERENDUM. Miglior disegnatore: Andrea Mutti. Miglior sceneggiatore: Giancarlo Berardi. Miglior autore completo: Paolo Cossi. Miglior iniziativa editoriale: Gli anni d’oro di Topolino - Ed. Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport. Miglior volume: Napoleone di P. Bacilieri - Ed. Rizzoli Lizard. Miglior saggista: F. Bellacci, L. Boschi, L. Gori, A. Sani per “Jacovitti, 60 anni di surrealismo a fumetti” - ed. NPE (premio ritirato da Andrea Mazzotta). PREMI DI GIURIA. La Giuria ha ritenuto, in base alle relative motivazioni, di attribuire i seguenti premi: Premio «Albertarelli» (premia il figlio Ario) [«Ad un giovane disegnatore affermatosi nel corso dell’anno precedente»]: Per essere riuscito, nello spazio di pochissimi anni, a divenire un narratore di graphic novel di grande spessore storico ed umano, messe sulla carta con stili diversi, di volta in volta studiati per meglio sviluppare l’argomento preso in esame, a Davide Pascutti. Premio «Roberto Reali» (premia la figlia Roberta) [«Per la valorizzazione della memoria storica del fumetto»]: Per avere creato e mantenuto costante nel tempo una linea editoriale che ha permesso sia al fumetto classico americano (Principe Valiant in testa) sia a quello italiano (con Jacovitti , Caprioli, Craveri…) o inglese (Garth, 007, Modesty Blaise…) di rimanere vivi nella memoria dei lettori, a Camillo Conti. Grande cultore e studioso del fumetto, oltre che apprezzato scrittore, per essere riuscito a far emergere questa sua passione anche sul web creando ed animando un blog punto di riferimento obbligato per chiunque voglia essere informato su ciò che accade nel mondo del fumetto classico, a Leonardo Gori. Per essere riuscita, partendo da un ambito di provincia, a creare una etichetta editoriale che ha sviluppato tematiche narrative nuove ed originali, facendo emergere personaggi sia del fumetto orientale, come L’Uomo Tigre, sia statunitensi come Liberty Meadows, e imponendo una linea narrativa legata al fenomeno degli zombie che oggi molti editori imitano con minore qualità, all’editrice Saldapress (premio ritirato da Andrea Ciccarelli). Per avere raccontato Zagor, uno dei miti del fumetto moderno, che compie cinquanta anni, divenendone uno dei più importanti scrittori nel corso di venti anni fantasiosi e fantastici, a Moreno Burattini. Per avere raccolto il testimone dalle sorelle Giussani, creatrici di Diabolik, ed essere riuscito a mantenere il personaggio, dopo cinquanta anni di esperienze editoriali, sempre alto nell’interesse dei lettori e degli appassionati, a Mario Gomboli (premio ritirato da Alfredo Castelli). Per aver inventato, con uno stile personalissimo ed inimitabile, un complesso mondo umoristico, ricco di fermenti, capace sia nei suoi momenti seriali, come Sturmtruppen, sia nei racconti singoli, di lanciare uno sguardo disincantato ed amaro sulla realtà circostante, all’affettuosa memoria di Bonvi (premio ritirato dalla figlia Sofia). Era presente fra gli altri in sala anche Clod (Claudio Onesti), uno dei collaboratori storici di Bonvi, che ha avuto l’onore e l’onere di continuare a disegnare per quattro anni le Sturmtruppen sulle pagine del Giornalino. Per il suo costante e intelligente impegno nel raccontare, con puntuale attenzione, i vari aspetti della vita politica, sociale e di costume - esprimendosi attraverso l'uso di una lente deformante, ma quanto mai realistica - spaziando con eclettismo e facendone un caso unico nel campo della grafica, dalla vignetta satirica al feuilleton a strisce nonché alle solari storielle per un pubblico infantile, creando personaggi assurti, negli anni, a veri e propri simboli (su tutti, l'operaio metalmeccanico Cipputi e la cagnolina a pois Pimpa) a Francesco Tullio-Altan.


 

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